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L’ASSEMBLEA DEI SOCI APPROVA LE MODIFICHE STATUTARIE - A PRICEWATERHOUSECOOPERS LA REVISIONE CONTI

Sergio Iasi illustra Piano Industriale e strategia futura. - giovedì 04 maggio 2017

Entro la fine del mese di maggio sarà convocata l’assemblea dei soci del CIS per approvare la bozza di bilancio 2016. Lo ha detto, tra le altre cose,  il presidente ed amministratore delegato del CIS, Sergio Iasi, ai soci presenti ieri alla palazzina convegni per l’assemblea convocata per alcuni passaggi formali, quali una modifica dello Statuto ed il conseguente affidamento dell’incarico di revisione contabile legale alla Price Waterhouse Coopers. “Una scelta che consente - è stato spiegato da Iasiuna riduzione dei costi evitando duplicazioni”.

L’adunanza di ieri è stata anche l’occasione, in maniera informale, per fare il punto sull’Accordo di ristrutturazione chiuso il 21 aprile scorso delle cui condizioni vantaggiose per il CIS  – ha sottolineato Sergio Iasi – “va dato merito al cav. Punzo”  e soprattutto per guardare al futuro, partendo da quanto è stato fatto in questi mesi, ossia dal luglio 2016 (quando è entrato in carica Iasi) ad oggi e tracciando per sommi capi le linee strategiche per i prossimi 12/18 mesi.

Iasi ha usato una metafora per spiegare che “la barca CIS, che negli ultimi 5 anni ha avuto la prua sotto la linea di galleggiamento, oggi con il “closing” dell’operazione con il ceto bancario, è stata messa in sicurezza ed è pronta per essere riposizionata”. Questa affermazione si traduce nel fatto che dei 280 milioni di debito totale del CIS, con la firma dell’Accordo, 156 milioni sono stati convertiti in SFP (strumenti finanziari partecipativi), mentre ammonta a 123 milioni è il debito residuo da pagare.

Di questa cifra - ha detto Iasi ad una attenta platea – all’atto del closing, ben 45 milioni sono stati già rimborsati (con cassa) e con altra cessione restano da pagare circa 73 milioni comprensivi dei 33 mln di rate dei soci in bonis. Il che vuol dire che la partita si giocherà rispetto ai 40 milioni che dovranno arrivare dalla ricollocazione degli immobili in possesso esclusivo del CIS”.

Un’altra importante indicazione arrivata da Iasi è che “è terminato il periodo di “lacrime e sangue” e - nel rispetto delle regole - si cercherà di recuperare i soci, piuttosto che cercare a tutti i costi il recupero del capannone, che non interessa affatto alle banche”. Aggiungendo anche che la società è pronta ad interpretare il ruolo di facilitatore per individuare nuove soluzioni per soci che ritornano in bonis e per le aziende inadempienti.

“L’impegno futuro del management del CIS è – ha assicurato Iasi - è rivolto sia ad una gestione immobiliare finalizzata a collocare capannoni e torri, e ricordo (sgombrando tutti i dubbi) per essi esiste comunque un diritto di prelazione dei soci, con valori che sono quelli previsti dall’accordo di ristrutturazione, e sia a realizzare riscatti e restrizioni ipotecarie più rapide in linea con le richieste dei soci”.

A tal proposito una proposta è stata avanzata dal socio Emilio D’angelo che ha invitato i soci a farsi promotori di una società per comprare in blocco i capannoni da ricollocare.  

L’attività della società e del presidente ed amministratore delegato Sergio Iasi è poi dedicata alla “razionalizzazione i costi di struttura e manutenzione. Finora abbiamo risparmiato circa il 20 % dei costi operativi attraverso nuove gare per l’affidamento dei servizi e ci sono ancora aree di saving, visto che siamo proiettati verso una ulteriore ottimizzazione dei costi e il miglioramento dei servizi resi”. Si punterà sul relamping del CIS, e ciò consentirà significativi risparmi in termini di consumo energetico. Su riqualificazione selettiva della rete idrico/antincendio al fine di mantenere inalterata nel tempo l’affidabilità dei sistemi di protezione; unitamente alla conferma del presidio dedicato Vigili del Fuoco con funzione di Pronto Intervento (115) presso il distaccamento del Distretto. Inoltre, ed è una questione anche di decoro complessivo del centro, si intende implementare un sistema di raccolta differenziata moderno, che richiederà la convinta collaborazione delle aziende.

Infine, il presidente Iasi ha illustrato in sintesi i risultati di una ricerca che ha avuto un grande successo (con risposte da parte dell’81% delle aziende CIS) e le linee guida per il “Riposizionamento commerciale” che avrà una  particolare attenzione al web, ai nuovi strumenti social e ai nuovi mercati, anche alla luce delle evidenze emerse proprio dalla Customer Survey lanciata a gennaio 2017.

Riguardo al riposizionamento commerciale si punterà “all’Identificazione e implementazione di alcuni progetti prioritari - in tempi rapidi e con efficenza ed efficacia per i soci - anche con mondi associativi quali Confindustria, Confcommercio, etc. e all’individuazione di risorse economiche e investimenti esterni, federando le risorse di soci e soggetti terzi per realizzare le iniziative”.

 

CIS, PERFEZIONATO L’ACCORDO DI RISTRUTTURAZIONE DEL DEBITO

Nola - venerdì 21 aprile 2017

Il CIS ha concluso oggi con il “pool” di banche, composto da Unicredit, MPS, Banco di Napoli, UBI Banca e BNL-Paribas, il closing dell’operazione di ristrutturazione del debito omologata dal Tribunale di Nola a novembre scorso.

L’accordo, che prevede esplicitamente il pagamento integrale di tutti i fornitori, rende pienamente operativo il piano di turnaround della società, che può ora concentrarsi sugli obiettivi di sviluppo identificati dal management.

L’operazione rende, inoltre, possibile per le aziende socie del CIS che hanno rispettato i propri impegni avviare, secondo le previsioni dell’Accordo, il riscatto degli immobili nei quali svolgono le proprie attività.

Il closing siglato oggi rappresenta l’ultima tappa di un percorso che ha previsto il completamento di una serie di passaggi societari e assembleari che hanno riconfigurato la composizione dei Consigli di Amministrazione delle società.

In concomitanza, infatti, è stato rinnovato il CdA del CIS SpA che per il prossimo triennio risulta così composto: Sergio Iasi (presidente ed amministratore delegato), Pietro Garibaldo Boiardi (designato dalle banche), Aldo Campagnola (designato dalle banche), Ferdinando Grimaldi, Ciro Cozzolino, Francesco De Masi, Gerardo Imparato, Francesco Tripodi, Fabrizio Mannato. Collegio sindacale: Aurelio Fedele (Presidente), Achille Giordano e Leonardo Quagliata (sindaco designato dalle banche).

L’Accordo nel dettaglio, per il CIS prevede:

 

  • la conversione in strumenti finanziari partecipativi di una parte (ca 157 mln di Euro) dell'indebitamento bancario che ante closing era pari a €280 ml. Gli strumenti finanziari partecipativi (SFP) hanno scadenza pari alla durata della società e senza rata di ammortamento.
  • la liberazione, riqualificazione e valorizzazione degli spazi occupati dagli utenti morosi  (circa 100.000mq).

 

L’IMPORTANZA DELLA SICUREZZA AZIENDALE NEL CIS

Nola - giovedì 20 aprile 2017

Ieri, in una sala affollata da circa un centinaio di soci e addetti ai lavori, si è svolto presso la palazzina convegni del CIS – Interporto di Nola l’incontro dal titolo “L’importanza della sicurezza aziendale nel CIS e nell’interporto di Nola”. Un tema di grande attualità, alla luce di recenti eventi, e quindi particolarmente sentito dalle aziende del Distretto, come confermato dalla attiva ed attenta partecipazione alla riunione ed al successivo dibattito.

 Si è trattato di un incontro estremamente operativo, con una sessione riservata alle domande dei partecipanti particolarmente utile per ottenere direttamente dai Vigili del Fuoco chiarimenti ed informazioni sulle normative in tema di sicurezza e prevenzione.

Ai lavori hanno partecipato il dott. Sergio Iasi, AD di CIS e Interporto, l’ing. Emanuele Franculli, Comandante provinciale dei Vigili del Fuoco e l’arch. Alessandra Rilievi, responsabile Ufficio Prevenzione Incendi del Comando provinciale dei VVFF.

Sul tema della “Prevenzione incendi” è intervenuto l’ing. Ermanno Freda, responsabile  Prevenzione e Protezione T.I.N. e Reefer Terminal mentre il dott. Luigi Tamantini Rsfp CIS– Interporto Campano su “Sicurezza sul lavoro (D.l. 81/08)”.

Dalla riunione è, inoltre, emerso :

1) L’avvenuto accordo per confermare la presenza nel Distretto del distaccamento dei Vigili del Fuoco, con un presidio dedicato al pronto intervento (115).

2) L’istituzione, in accordo con la Direzione provinciale dei Vigili del Fuoco, di un “Tavolo tecnico” per sviluppare una corretta azione di prevenzione incendi all’interno del Distretto.

3) Come richiesto da parte dei soci, la creazione di un elenco – di cui CIS e Interporto Campano si faranno promotori – di imprese e professionisti selezionati operanti nel settore della Sicurezza aziendale, accreditate presso i Vigili del Fuoco, per offrire servizi a prezzi calmierati e a cui le aziende potranno liberamente rivolgersi.

L’incontro, infine, è stato anche l’occasione per annunciare che CIS ed Interporto Campano hanno raggiunto l’accordo transattivo delle vertenze in corso con Enel Green Power.   

Al termine, ai presenti sono stati consegnati gli attestati di partecipazione all’incontro formativo. 

OMOLOGA ACCORDO DI RISTRUTTURAZIONE CIS

La Corte di Appello di Napoli respinge il ricorso - giovedì 16 febbraio 2017

La Corte di Appello di Napoli ha respinto il ricorso presentato dall’Associazione Confedercontribuenti contro la decisione di Omologa del Tribunale di Nola dell’accordo di ristrutturazione del debito tra il CIS SPA e i suoi creditori bancari.

La decisione presa in data odierna sancisce il completamento di un percorso intrapreso dal CIS, che potrà ora concentrarsi nella realizzazione dei propri piani di sviluppo, a beneficio delle 300 aziende presenti nel distretto, dei loro dipendenti e dell’economia del Paese.

La Corte di Appello, inoltre, ha condannato l’associazione ricorrente al pagamento delle spese legali.

Sono stati ritenuti infondati gli argomenti dei ricorrenti e tra i motivi della decisione è  stato considerato il difetto di interesse ad agire.

Il Tribunale di Nola, come è noto,  si era espresso lo scorso 17 novembre con un decreto di Omologa dell’Accordo tra CIS Spa e banche, contro il quale si erano opposte alcune società operanti all’interno del CIS e dichiarate fallite

La sentenza della Corte di Appello ora consente di completare il closing dell’ operazione di ristrutturazione del debito con le banche, già peraltro approvato dagli azionisti della società.

 Va ricordato, infine, che l’Accordo con le banche non crea pregiudizio a tutti gli altri creditori.

L’IMPRESA INCONTRA L’ARTE

Avviata una collaborazione tra Museo di Capodimonte e CIS-Interporto Campano - lunedì 04 luglio 2016

La cultura, intesa come insieme delle conoscenze e delle convinzioni che ci permettono di vivere insieme e interpretare gli eventi, è una risorsa grandissima anche per le imprese. E le occasioni che consentono di aumentare la comprensione del mondo e delle sfide arricchiscono non solo in termini intellettuali ma anche economici.

Per questi motivi Sylvain Bellenger, direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Errico di Lorenzo, presidente dell’Associazione Amici di Capodimonte onlus, e Gianni Punzo, presidente del Distretto di Nola – Interporto-Cis-Vulcano Buono - hanno avviato un rapporto di collaborazione, convinti della necessità di riprendere il dialogo per riaffermare quello stretto rapporto, da sempre esistito, tra il mondo dell’imprenditoria e quello della cultura.

 

L’Italia, più di qualsiasi altro Paese europeo e mondiale, è il massimo esempio del fecondo rapporto tra mecenati e artisti. In questo contesto  Capodimonte si pone non solo come seconda pinacoteca d’Italia, ma come l’espressione perfetta della storia dell’arte di un regno che, grazie alle collezioni di diverse dinastie, contiene opere rappresentative di tutti i secoli.


La sensibilità ai temi dell’Arte e della conservazione del patrimonio culturale come bene comune è stata alla base dell’incontro “l’Impresa incontra l’arte” -svoltosi presso il Distretto di Nola, proprio per presentare questa collaborazione e sensibilizzare le imprese del territorio su questi temi. 

 

L’iniziativa si pone un duplice obiettivo: da un lato, avvicinare il Museo di Capodimonte alla realtà imprenditoriale del Distretto e del Vulcano, attraverso il racconto di un Tesoro che è di tutti e che quindi deve uscire dalla Reggia per mettersi in mostra ed attirare la curiosità di un pubblico vasto, non individuato come abituale visitatore del museo, ma di esso potenzialmente tale; dall’altro, ci si propone di avvicinare gli imprenditori ad un modello virtuoso di azienda che crede nella cultura come fattore di crescita e di sviluppo del Paese e che fa della responsabilità sociale un fattore di competitività, ponendo questo impegno al centro della propria strategia di marketing.

 

Negli ultimi anni il nostro Paese ha assistito a grandi cambiamenti in ambito culturale. Il primo, e forse più importante, è il riavvicinamento al bene culturale da parte di cittadini che non lo sentono più come un privilegio di una élite, ma come un bene di tutti e quindi anche loro. In questo senso si sono mossi sia i Governi, che hanno messo in campo strumenti importanti quale l’Art Bonus e hanno sollecitato l’apporto fondamentale di idee e collaborazioni dei privati, sia le grandi e le piccole aziende che son tornate a investire in cultura. Si è innescato un processo virtuoso che sta dando ottimi frutti e che si vuole non solo mantenere, ma consolidare e sviluppare. 

 

“Oggi, - ha sottolineato Gianni Punzo, presidente del CIS-Interporto Campano - stiamo mettendo insieme  -  cercando di farli dialogare - il mondo della cultura e dell’arte e quello delle imprese, e qui ce ne sono tante e di grande rilievo.  

Vorrei ricordare che qui operano 1.000 aziende che danno lavoro a circa 9.000 addetti. Questi numeri fanno del ns. Distretto una delle principali realtà economiche della Regione, di cui rappresenta il 12% del PIL (come rileva Banca d’Italia) e dell’intero Meridione”.

 

“Ho deciso  - ha aggiunto Punzo -  di attivarmi per riunire gli imprenditori sensibili ed individuare una serie di progetti mirati - di alto valore simbolico - relativi a beni oggi poco valorizzati, da riportare all’antico splendore.

Penso al recupero artistico ed architettonico di piazza Mercato o allo storico  Molo San Vincenzo. Due esempi, ma ne potrei citare altri, dove è talmente evidente l’assenza di un progetto imprenditoriale e l’inerzia generale.

  Perché sono convinto che la cultura e l’arte, e la valorizzazione del territorio, sono una risorsa grandissima anche per le imprese. Lo è stato sempre nel passato, quando Napoli era una capitale, lo deve tornare ad essere al nostro tempo”. 

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